giovedì 3 novembre 2016

LA TORRE CAMPANARIA DI ALBIATE


La torre campanaria di Albiate è la testimonianza di una struttura originaria della chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Evangelista, che risale al 1280.
Non era considerata di pregio artistico: era una chiesa semplice, a due navate, con pavimenti ed infissi alla buona, coperte da un tetto di tegole. In più versava in condizioni di fatiscenza e incuria, tanto che la comunità di Albiate fu rimproverata dal cardinale Carlo Borromeo, al termine di una visita pastorale del 1578.
Dopo aver ricevuto ordine di riparare la chiesa, la comunità albiatese fece costruire un'ulteriore navata a completamento delle due già esistenti.
Purtroppo in seguito, la chiesa fu lasciata di nuovo soccombere al degrado, tanto che due secoli dopo la Curia ne propose l'abbattimento ed il trasferimento delle funzioni di parrocchia al Santuario di San Fermo, sempre ad Albiate.
A fronte di questa misura drastica, gli albiatesi, motivati dal parroco Dionigi Motta, progettarono i lavori di ristrutturazione, che ebbero luogo tra il 1780 e il 1783.






IL CAMPANILE

 

Costruito interamente in pietra, svetta possente dall'alto dei suoi 35 metri, mentre la base quadrata ne misura lateralmente 4. Le prime costruzioni del campanile risalgono alla prima metà del XI secolo.
Da principio, sulla torre campanaria c'era un’edicola votiva, demolita nel 1858. Fu temporaneamente sostituita da una copertura a tegole. Nel 1906 venne realizzato l’attuale coronamento merlato, celebrato con un banchetto offerto da Bernardo Caprotti, l'allora sindaco di Albiate. Al banchetto furono invitate tutte le persone (oramai anziane) che, quasi cinquant'anni prima, avevano assistito alla demolizione dell'edicola votiva.
Nel castello campanario sono alloggiate cinque campane. Le prime tre, più piccole, risalgono al 1832 e sono intitolate ai santi Fermo e Rustico. Una quarta campana venne posta nel 1881 ed è dedicata alla Regina del Rosario, mentre la campana maggiore, intitolata a San Giovanni Evangelista, fu installata nel 1882.
Il 23 luglio 1942 le due campane più grandi furono requisite dal governo fascista, per esigenze belliche. Fortunatamente tre mesi dopo furono miracolosamente recuperate ancora integre e ricollocate al loro posto nel gennaio dell'anno successivo. L'impianto campanario venne elettrificato nel 1978.
Nel 1980 è stato inaugurato l'attuale orologio elettrico, che ha sostituito il precedente azionato da grossi pesi di pietra. La nuova illuminazione della torre e del castello campanario, invece, è del 2003
Davide D.,  Luca R.

BELLEZZA KM0: LEZIONI DI CITTADINANZA ATTIVA

Cari lettori del Blog,
in questa sezione troverete tutta la corrispondenza intercorsa tra noi e l'Amministrazione Comunale di Sovico. Qui leggerete i nostri report e sarete testimoni del nostro impegno come cittadini attivi. Ovviamemte, cercheremo di documentare tutto in modo dettagliato con foto, video, interviste ecc.
Allora...che cosa aspettate a iniziare a leggere?
Il team di BKM0


REPORT N.1 - GIARDINI AREA EX-MALEGORI 
 
Caro Sindaco e cara sig.ra Cazzaniga,

noi ragazzi del gruppo Bellezza Km0, durante il mese di ottobre, ci siamo recati nei giardini dell'area ex-Malegori e ci siamo accorti che bisognerebbe intervenire, al fine di rendere l'area più sicura e più accogliente.

In partcolare, abbiamo notato che:

- Di fianco all'ingresso c'è una buca profonda circa 25 cm;

- Alcuni giochi sono rotti e, pertanto, pericolosi, soprattutto per i più piccoli;

- Una panchina è rotta, riparata semplicemente con dello scotch, mentre le altre sono da verniciare;

- Il cestino non è ben fissato a terra, traballa;

- La serratura del cancello d'accesso al parco è inesistente: per chiuderlo c'è solo una catena;

- Il cartello situato accanto al cancello d'ingresso e un palo della luce sono instabili;

- Lo scivolo è tutto pasticciato e i gradini per salirvi traballano.

Vi chiediamo, quindi, di voler procedere alla manutenzione dell'area; noi, da parte nostra, ci impegneremo a verniciare le panchine e a ripulire lo scivolo.

Vi preghiamo gentilmente di consegnarci il materiale necessario per lo svolgimento del nostro lavoro, ovvero: vernice, pennelli, stracci, spugne, secchi, detergente.

Ringraziandovi della collaborazione, vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.

I ragazzi del gruppo BKM0.

N.B.: in allegato trovate alcune foto che abbiamo scattato durante il nostro sopralluogo 






































REPORT N. 2 - LAGHETTO BELVEDERE

Gentili Signor Sindaco e Ing. Cazzaniga,

noi ragazzi del gruppo Bellezza Km0, durante il mese di ottobre, in qualità di “custodi”, ci siamo recati al Laghetto Belvedere.

Anche qui, come nei giardini di Via Manzoni, ci sarebbero un po' di lavori da fare. Abbiamo infatti notato che:

- la ringhiera attorno al laghetto è instabile,rotta e malmessa;

- i nuovi tavoli sono sporchi e pieni di graffiti;

- all'esterno dell'area, più precisamente nella parte del Comune di Macherio, ci sono casse di polistirolo e resti di bivacco;

- ovunque sono presenti escrementi di animali;

- all'ingresso dell'area è posto un cartello di divieto di accesso ai cani, mentre all'interno c'è un cartello del regolamento del Comune di Sovico dove si dice che i cani possono entrare, purché tenuti al guinzaglio;

- viene depositata l'immondizia domestica;

- manca un cestino: al suo posto c'è una buca;

- le telecamere non funzionano;

- la fontanella deve essere riverniciata.

Data la situazione, ci attiveremo immediatamente per rendere l'area più pulita, ma, siccome non siamo in grado di fare tutto, chiediamo la vostra collaborazione.

Cordiali saluti,

il team di BKM0







Report n. 3 - Laghetto Belvedere

Gentile Sindaco e signora Cazzaniga,
oggi, 27 ottobre 2016, noi ragazzi di Bellezza KM0, siamo andati al laghetto Belvedere.
Abbiamo fatto un giro di ricognizione e ci siamo accorti che l'area era in discrete condizioni: infatti per terra c'erano alcune cartacce, ma non troppe.
Quindi noi, armati di guanti e sacchi di plastica abbiamo raccolto tutta la sporcizia e l' abbiamo messa nei sacchi della spazzatura, suddividendo carta e plastica.
Terminato il giro del laghetto, vicino alla fontana abbiamo trovato un sacco di umido abbandonato, l'abbiamo raccolto e portato a scuola con tutto il resto.
Inoltre abbiamo notato che fuori dall'area, verso Macherio, ci sono dei grandi contenitori di polistirolo, che sembrano resti di un bivacco.
A nostro parere ci sarebbero altri lavori da fare come per esempio:
  1. sistemare la staccionata che circonda il laghetto;
  2. sistemare la fontana;
  3. riverniciare le panchine e i tavoli.
Ringraziandovi della disponibilità e soddisfatti per aver contribuito a rendere l'area più pulita e agibile, vi salutiamo cordialmente.

Emanuel F. e Luca C.

giovedì 13 ottobre 2016

LA CHIESA VECCHIA DI SOVICO


Nel corso dei secoli, la Chiesa Vecchia di Sovico, subì notevoli trasformazioni.
Dalle notizie esistenti, sappiamo che già nel XII secolo esisteva una piccola chiesa dedicata a S. Fedele.
Con il passare degli anni, su questo nucleo si costruì una chiesa più grande. Dal 1688, alla parrocchiale si aggiunsero il campanile e il battistero.
Secondo la consuetudine del periodo, nei pressi della chiesa c’era un piccolo cimitero.
Nel 1827, il campanile crollò sulla Chiesa sovicese, abbattendo gran parte della struttura. Furono anni difficili per i fedeli di Sovico. L’Arcivescovo di Milano, card. Carlo Gaetano Gaisruck, propose una colletta per ricostruire la Chiesa di Sovico. Grazie alla generosità di molta gente, la chiesa fu riparata ed ampliata e nel 1830 accolse di nuovo i fedeli.

Gran parte dell'attuale edificio risale all'ultimo rifacimento del 1830, ma è stato costantemente luogo di culto fin dal XII secolo con ampliamenti nel XVI e XVII secolo, come attestano sia i documenti storici sia le testimonianze architettoniche e artistiche. Ora è chiuso da moltissimi anni e viene utilizzato solo per iniziative saltuarie, ma la Pro Loco pensa che possa essere riaperto in modo più continuativo e diventare un luogo di aggregazione oltre che di interesse culturale. La chiesa è già stata oggetto di un restauro esterno, ma le sue condizioni interne sono precarie ed essa necessita di interventi sia strutturali sia conservativi.

Molti degli arredi e delle opere d'arte originali sono conservati attualmente nell'adiacente Chiesa Nuova. Il campanile, dalla cui cella campanaria si può godere una splendida vista sul centro storico del paese, necessita di un intervento radicale di consolidamento/sostituzione della scala in legno esistente.

I sovicesi, e non solo, hanno partecipato all'iniziativa del FAI “Vota il luogo del cuore” e oggi la Chiesa Vecchia è uno dei “luoghi del cuore” d'Italia.

Chi volesse approfondire l'argomento, può visitare i seguenti siti internet: https://chiesavecchiasovico.wordpress.com; http://iluoghidelcuore.it/comitato/333.



Riccardo V., Emanuel F.




IL NOSTRO CONTRATTO CON IL SINDACO COLOMBO!


Giovedì 06/10/2016, nell'atrio della Scuola Secondaria di primo grado ICPaccini, noi ragazzi dell'attività integrativa Bellezza Km0, abbiamo firmato la convenzione con il Comune di Sovico. Grazie a tale “contratto”, siamo stati noiminati custodi dell'area ex-Malegori (giardini di Via Manzoni) e dell'Oasi Belvedere. Questo significa che siamo tenuti a proteggere e rispettare queste aree, invitando gli altri a fare lo stesso. In particolare, ci occuperemo di lavori di piccola manutenzione, come per esempio: aggiustare qualche gioco manomesso, verniciare le panchine, ripulire dai rifiuti entrambi gli spazi.
Ci impegneremo, quindi, a rispettare il contratto, segnalando mensilmente eventuali comportamenti inadeguati o/e danni che dovessimo riscontrare.
Bene, non resta che augurarci buon lavoro!
Tommaso E., Andrea M., Raffaele U.

Il sindaco con i ragazzi di Bellezza Km0
I ragazzi firmano la convenzione
Foto di gruppo

martedì 31 maggio 2016

IL FILO MAGICO DELLA LETTURA


Gli alunni della classe IB della scuola secondaria di I° a tu per tu con il Dirigente Scolastico per parlare di libri e di lettura.   

Abbiamo voluto intervistare il Dirigente Scolastico, prof.ssa Maddalena Cassinari, in vista di un lavoro da effettuare per il PARLAMENTO DELLA SCUOLA, per cercare di tracciare il suo profilo di lettrice.
L’interessata ha accolto il nostro invito e ha risposto cortesemente alle nostre domande. 

1.La sua prima esperienza di lettura: se la ricorda? A quando risale? Perché ha lasciato una traccia indimenticabile in lei?
Ricordo il romanzo che i miei genitori mi regalarono a Natale, quando frequentavo la quinta elementare. Si intitolava “Karen” e narrava la storia di una bambina disabile, del suo modo di vedere il mondo. Nella mia classe c’era una bambina disabile e volevo capire meglio la sua realtà e il suo vissuto. Ho poi letto anche il seguito di questo libro, intitolato “Da Karen con amore”.
Facendo un ulteriore passo indietro nel passato, ricordo un altro libro, “Il mobiletto moderno”, letto tutto d’un fiato durante il viaggio verso la Sicilia, per trascorrere un periodo di vacanza con i miei genitori: frequentavo la terza elementare e rimasi affascinata da quel particolare secretaire, presente nella casa di una nonna, che proiettava verso l’avventura. 

2.Come lettrice, che definizione darebbe di se stessa?
La metafora “lettrice affamata” definisce chiaramente il rapporto che ho con i libri: in me c’è sempre il desiderio di leggere per conoscere. 

3.Libro digitale o cartaceo? Dovendo scegliere, cosa preferisce?
Il cartaceo, in tutti i sensi: del libro apprezzo anche l’odore!
Ho una memoria visiva che mi permette di localizzare su una pagina un passo, una frase, una descrizione, uno spunto di riflessione che ritengo significativi. Tutto questo è possibile col cartaceo. Certamente il libro digitale ha i suoi vantaggi: un e-book permette di avere una biblioteca disponibile ovunque. Specialmente in vacanza, non sarei costretta a sentire le lamentele di mio marito quando porto con me cinque o sei libri da leggere!

4.Ci può fornire una sua personale “book-list”, i titoli di 3 libri che per lei sono stati particolarmente importanti?
Per educare i miei figli alla lettura, ho proposto loro un libro fantasy che io lessi a 18 anni: “La spada di Shannara”, di Terry Brooks. In particolare, con mio figlio maggiore Giovanni, che a 11 anni si dimostrava un lettore affamato, ho messo in atto questo stratagemma: ogni sera iniziavo a leggere a voce alta l’inizio di un capitolo, suscitando in lui molta curiosità tanto da spingerlo a leggere in autonomia il resto.
Un altro libro che ritengo particolarmente significativo è “Novecento” di Alessandro Baricco, molto coinvolgente grazie allo stile e alla tecnica narrativa.
Ho letto con estremo interesse circa 10 anni fa un libro di Grandin Temple,  scienziata affetta da autismo e attivista per la tutela dei diritti degli animali. A quel tempo insegnavo in una classe in cui era presente un ragazzino autistico e volevo capire meglio il suo mondo.

5.Anche a lei sottoponiamo i 10 diritti del lettore di Daniel Pennac: quale sente più vicino alla sua sensibilità di lettrice? 
Mi trovate d’accordo con la maggior parte dei diritti elencati da Pennac.
Contesto solo il “diritto di saltare le pagine”: se salto le pagine di un libro, non ho modo di entrare in relazione con lui, di instaurare un rapporto.
Per quanto riguarda il “diritto al bovarismo”, ritengo che un libro possa essere un’ottima compagnia ma conta di più avere vicino una persona.

6.Quale genere letterario preferisce?
Non ho un genere preferito. Amo molto i romanzi storici. Ci sono stati dei periodi in cui mi dedicavo alla lettura di romanzi d’avventura, altri in cui prediligevo gialli o fantasy. Di recente ho riscoperto il piacere di leggere le biografie di grandi artisti attraverso le loro opere, a partire dal libro di Irving Stone “Brama di vivere”, che narra di Vincent van Gogh.

7.Quale libro sta leggendo in questi giorni?
Ho appena iniziato a leggere un libro che mi ha regalato di mia sorella: narra la storia di un bambino africano allontanato dalla famiglia.

8.Condivide il pensiero di Umberto Eco che abbiamo preso come stimolo per avviare i lavori del Parlamento della Scuola?

Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all’indietro.

E’ un pensiero denso di significato. Gli esempi non sono casuali. Citare Caino e Abele significa farci riflettere sul male che ha fatto ingresso nella storia. I “Promessi Sposi” sono un romanzo che si conclude con un lieto fine dopo che i protagonisti hanno vissuto molte vicissitudini. La poesia di Leopardi è una delle liriche fondamentali.

L’incontro con il Dirigente è stato molto piacevole e interessante; discutendo, abbiamo potuto scoprire delle curiosità: lo sapevate che è possibile leggere in diagonale, cioè mettere in atto una tecnica per poter leggere molto in modo veloce? 
Abbiamo inoltre saputo che il nostro Dirigente ha collaborato alla realizzazione di diversi manuali scolastici e ha anche pubblicato un libro di fiabe dal titolo: ”Il filo magico”. “Venendo a conoscenza di fiabe provenienti da diversi paesi europei,” ci ha detto, “si nota che il patrimonio culturale dei popoli europei è estremamente ricco e vicino per tematiche, personaggi, stile narrativo e non è difficile rintracciare elementi di riflessione comune”. Infine, ha concluso con queste parole: “Le fiabe ci aiutano a diventare grandi, permettono di conoscerci, con i nostri limiti e le nostre qualità, di conoscere gli altri e il mondo intorno a noi.”
Ringraziando per la disponibilità e per il tempo che ci ha dedicato, non possiamo fare altro che augurarle e augurare a tutti “Buona lettura”!



Gli alunni della classe IB.

giovedì 21 aprile 2016

MUSEO VILLA VERRI


Questa volta con il nostro gruppo di Bellezza KM0 siamo andati a visitare uno dei musei più belli e antichi della nostra zona.
Il museo Carlo Verri è stato fondato nel 1977 dall'Associazione della Valle del Lambro, in seguito a ritrovamenti di grande valore archeologico avvenuti nel 1975 nel territorio. Nel 2006 il museo ampliandosi si arricchisce di una nuova sezione intitolata Segno Scrittura Stampa, allestita nello spazio accanto alla Biblioteca civica. In seguito nel 2009 viene inaugurata la sezione distaccata presso cascina Cà Nova, dedicata al mondo contadino e alle sue tradizioni e al lavoro dei campi.
Il museo è diviso in varie zone:
Sezione archeologica
La sezione archeologica colleziona materiale sia locale, che nazionale e internazionale, tra cui reperti di età romana provenienti dalla nostra zona.
Sezione etnografica
Nella sezione etnografica sono esposti oggetti legati alla cultura popolare: da materiale di uso quotidiano a costumi tradizionali.
Sezione segno scrittura e stampa
Questa sezione presenta l'innovazione e la trasformazione dei vari mezzi di comunicazione, dalla nascita della scrittura fino ai nostri giorni.
Sezione Cascina Cà Nova
Questa sezione, che è l'ampliamento della sezione etnografica, è dedicata al lavoro nei campi.
La nostra visita
Siamo rimasti tutto un pomeriggio a visitare questo museo, ma senza mai stancarci, perché abbiamo imparato cose nuove senza annoiarci e divertendoci; per questo ringraziamo di cuore le nostre guide che ci hanno guidati con entusiasmo e competenza.
















Mattia, Gabriele, Lucia e Luca






LA VILLA REALE E I SUOI GIARDINI



 
 
I giardini vengono realizzati nell'ultimo quarto del XVIII secolo, grazie al contributo di Ferdinando d'Asburgo, che segue personalmente i lavori dall'architetto Giuseppe Piermarini. Il progetto è finalizzato a estendere la superficie del Parco e a renderlo un luogo ricreativo con spazi dove applicare tecniche agronomiche. Davanti alla villa il giardino ha una forma geometrica che segue la moda francese, mentre dietro la villa il giardino è all'inglese , improntato a uno stile naturalistico con enormi prati. Al suo interno, furono realizzati anche un ruscello dal percorso sinuoso, una cascatella e uno splendido lago, il Lago dei Cigni, ingentilito da elementi scenografici come il Tempietto neoclassico e la Statua di Nettuno. Fu creato anche un secondo lago più piccolo nella Valle dei Sospiri. Vicino al Lago dei Cigni si possono ammirare anche la grotta artificiale chiamata Antro di Polifemo e il Giardino roccioso. Numerosi elementi scenografici decorano i giardini, i più noti sono senza dubbio la Torretta, un edificio in stile medioevale, la Cascina Fornasetta e il Ponte delle Catene, conosciuto per le magnifiche prospettive. La caratteristica che ha reso i Giardini della Villa Reale i più famosi nel mondo, nei suoi duecento anni di vita, è costituita dalla grande varietà di alberi, i “giganti verdi”, tra cui querce, ippocastani e cedri del Libano.
I GIARDINI DELLA VILLA

LA TORRETTA

IL PONTE DELLE CATENE

IL LAGO DEI CIGNI E, SULLO SFONDO, IL TEMPIETTO


LA STATUA DI NETTUNO

L'IMMENSO CEDRO

LA MAESTOSA QUERCIA

IL GIARDINO ROCCIOSO